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La mente è come un paracadute: funziona solo se si apre

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Quarant’anni di cammino, ventisei di matrimonio: sta cazz ‘e matematica!

1° Agosto 2000/2026: ne sarebbero 26 ? in verità sono solo 40…… Quanto tempo è passato…..

Contrariamente al detto «Né di Venere né di Marte, non si sposa e non si parte, né si dà principio all’arte» quel 1° Agosto del 2000 era un martedì pomeriggio. La temperatura era gradevole. Nel Duomo di Teano, a celebrare le nozze Mons. Francesco Tommasiello, Vescovo della Diocesi di Teano – Calvi. In un incontro privato, in cui parlammo del nostro matrimonio, allargando le braccia e sorridendo ci disse: se permettete, vi sposo io! Lo ricordo come se fosse ieri…

SE Mons. Francesco Tommasiello

Quanto tempo è passato. Poco più di un quarto di secolo fa. Un tempo enorme, per chi il tempo è abituato a contarlo. A Misurarlo.

Per Luciano De Crescenzo il tempo è un’astrazione: il passato non esiste più, il futuro non esiste ancora. Il presente, di conseguenza, inteso come linea di separazione tra due cose inesistenti, a sua volta non può esistere. E, a pensarci bene, è difficile dargli torto.

Per Roberto Benigni invece il tempo esiste. Nel suo discorso per il Leone d’oro a Venezia, rivolgendosi alla moglie disse: “Io conosco solo una maniera di misurare il tempo: con te e senza di te”. Come non dargli ragione?

Volendo essere pignoli, quegli anni non sono solo quei 26. A occhio e croce saranno 40. Quarant’anni dal primo sì. Quasi una mezza esistenza. Mai un passo avanti. Mai un passo indietro. Se si potessero sovrapporre tutte le istantanee di questi anni, il risultato sarebbe un’unica immagine di noi: sempre uno di fianco all’altro, a dispetto di quel famoso aforisma che recita che dietro un grande uomo, ci sia sempre una grande donna. Sarebbe più corretto dire: di fianco un grande uomo c’è sempre una grande donna, e viceversa.

Quanto tempo è passato.

anniversariodimatrimonio-solo26

Qualche giorno fa, ad una cerimonia, una gentile signora venendoci incontro per un saluto ha esclamato: che bello vedervi insieme! Mi sono quasi commosso al solo pensiero di quanta strada abbiamo percorso insieme.

Ho ragione di ritenere che noi siamo un esempio perfetto di entanglement, in cui due particelle restano correlate come se fossero un unico sistema, anche se sono lontane. Più semplicemente se misuri una proprietà di una particella“entangled”, il risultato dell’altra è legato a quello della prima, pur senza una spiegazione classica intuitiva. Lo stato complessivo del sistema si descrive solo considerando entrambe le particelle (cfr. fisica quantistica)

Legati, imbrigliati, intrecciati da tutti questi anni in modo che il risultato di uno sia collegato a quello dell’altro anche a grande distanza. Anni trascorsi senza che ce ne potessimo rendere conto. Volati via, uno ad uno, come quei granelli di sabbia della clessidra della vita che, passando da un’ampolla all’altra, hanno scandito il nostro tempo, e continuano a farlo nella loro più totale semplicità.

Quanto tempo è passato.

il tempo misurato con la clessidra

Molti misuranno il tempo trascoso. Dopo i 50, ho iniziato a guardare quei granelli che ancora non sono passati attraverso il forellino. Rappresentano il tempo che resta. Un tempo che inevitabilmente si assottiglia ogni giorno sempre più, nella piena consapevolezza che la vita è un soffio.

“Lancia due monete quantistiche e collegale attraverso un legame speciale (l’entanglement). Se le separi e metti la prima moneta a Teano e la seconda a Roma, vedrai che, non appena osservi la moneta a Teano e la fai cadere su “testa”, l’altra moneta cadrà istantaneamente su “croce” (o viceversa). Questo legame è così forte che le due monete sembrano comunicare più velocemente della luce, indipendentemente dalla distanza “. Non è una delle mie fantasie. E’ fisica quantistica!

L’altra faccia della mia moneta non potresti che essere te!

entanglement

Anche se sono concorde con De Crescenzo e Benigni, ho imparato a misurare il nostro tempo, quello trascorso e quello che verrà, attraverso alcuni gesti. Più che gesti, attenzioni ripetute nel corso degli anni, che nessun fisico, della materia e non, saprebbe/potrebbe mai spiegare. Semplici momenti, dove non serve parlare.

Dalla tazzina di caffè fumante sul tavolo, rigorosamente fatto con la moka, con i miei biscotti al mattino appena svegli, fino al pigiama preparato, tutte le sante sere, sul cuscino prima di andare a dormire. Passando per l’accappatoio morbido e profumato, sistemato sempre al suo posto.

Io che lascio le monetine sulla scrivania e tu che “magicamente” le fai scomparire.

Quanto tempo è passato.

Il rito della preparazione del feudoncello, che immancabilmente mi rimanda a “loro”, rigorosamente dopo cena. Eri “la bimba” che occupava un posto particolare nel loro cuore.

Tu che “arronzi” perché stanca vuoi andare a riposare, ed io che ti “cazzeo” perché le tue bucce hanno ancora quel pane bianco e, nonostante tutto, resisti eroicamente fino alla fine. Così come resiste il tuo immancabile ed eterno “per me è così”, che nel corso degli anni non si è mosso di un millimetro.

.……. ed è non solo per questo che, dopo tutto questo tempo, sceglierei ancora te. In fin dei conti sono solo Quarant’anni di cammino, ventisei di matrimonio: sta cazz ‘e matematica!

Feudodiviaanfiteatro, 1° Agosto 2026